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23 marzo 2007

Sì della Camera alle liberalizzazioni

Bersani: basta con la destra corporativa,
solo noi difendiamo i mercati



Con 295 sì e 165 no la Camera ha approvato il decreto legge sulle liberalizzazioni. Ora il provvedimento passa al Senato per la conversione in legge definitiva.

La vicepresidente dei deputati dell'Ulivo Marina Sereni, durante la dichiarazione di voto finale, ha rivendicato al centrosinistra il merito di avere già fatto, con le liberalizzazioni, più di quanto la Cdl non abbia fatto in una legislatura.

«Ai cittadini diciamo che con le riforme andremo avanti. Se Berlusconi non ha liberalizzato è perchè, come ha ammesso anche davanti alle telecamere, 'la coalizione che avevamo ci ha stoppato', noi, invece, approviamo oggi il decreto Bersani con una maggioranza compatta e convinta».

«La filosofia che ha ispirato questo provvedimento – ha affermato l'esponente dell'Ulivo - è molto chiara vogliamo far risparmiare le famiglie italiane e molte se ne sono gia' accorte. Vogliamo offrire opportunità ai giovani rompendo incrostazioni e rendite di posizione che penalizzano il Paese e l'economia. Vogliamo stimolare le imprese a crescere e innovare e puntare sulla qualità scommettendo sul sapere e sul capitale umano».

Sereni ha criticato l'ostruzionismo del centrodestra che ha bloccato per due settimane «un provvedimento che incide nella vita di tutti: Vi siete fatti difensori - ha aggiunto – dei corporativismi peggiori».

«In ogni caso proseguiremo nei prossimi mesi – ha sottolineato - con la semplificazione per l'avvio di nuove attività, con le altre liberalizzazioni del ddl Bersani, con la proposta Lanzillotta sul riordino dei servizi pubblici locali. Noi non smetteremo di lavorare per rendere un'Italia più giusta, piu' forte e piu' competitiva in Europa e nel mondo».

«Noi in pochi mesi - dice poi Sereni in sala stampa a Montecitorio - abbiamo fatto quello che la destra non è riuscita a fare in cinque anni di governo. Stiamo aprendo il mercato alla concorrenza e alla trasparenza, stiamo dando più opportunità ai giovani e più tutela ai consumatori. Per queste ragioni – ha concluso - è stata necessaria la fiducia».

«Noi in pochi mesi - dice poi Sereni in sala stampa a Montecitorio - abbiamo fatto quello che la destra non è riuscita a fare in cinque anni di governo. Stiamo aprendo il mercato alla concorrenza e alla trasparenza, stiamo dando più opportunità ai giovani e più tutela ai consumatori. Per queste ragioni – ha concluso - è stata necessaria la fiducia».

Questa mattina infatti la Camera aveva votato la fiducia al governo, posta sul maxiemendamento al decreto sulle liberalizzazioni. I voti favorevoli sono stati 316 mentre 231 sono stati i contrari.

Si è chiuso dunque il primo atto dell’iter d’approvazione del decreto sulle liberalizzazioni firmato dal ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. La fiducia, occorre ricordarlo, era stata chiesta dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti alla luce del sistematico e logorante ostruzionismo messo in atto durante la discussione parlamentare dai ranghi di gran parte dell’opposizione.

«Il governo e la maggioranza – aveva sottolineato Chiti – si sono sempre mostrate aperte al dialogo, ma d’ora in poi, davanti ad una chiara e mirata azione ostruzionistica, non attenderemo a porre la fiducia». Concetto ribadito anche dal premier Romano Prodi, che lo ha ritenuto «un atto dovuto nei confronti dei cittadini-consumatori», così come dal segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, per il quale «la fiducia sul decreto liberalizzazioni, era l'unico modo per rimuovere un ostruzionismo insensato che in nome di un pregiudizio porta il centrodestra a dire no a liberalizzazioni essenziali per rendere la nostra economia più dinamica e certi servizi più efficienti e meno costosi per i consumatori» e dallo stesso ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani che ha sottolineato, riferendosi agli esponenti della Cdl, come «non ci si può sempre fermarsi davanti alle resistenze di sedicenti liberali».

E lo stesso titolare del dicastero di via Veneto è tornato a parlare oggi dopo il “sì” della Camera alla fiducia, e dopo aver incontrato in mattinata un gruppo di cittadini che manifestavano in favore del decreto, avvallando dunque le dichiarazioni di Prodi di ieri. «Un’operazione come quella delle liberalizzazioni – ha spiegato Bersani - può veramente caratterizzare una legislatura, possiamo avere un'Italia cambiata». I consumatori, ha aggiunto, «percepiscono questo e ci stanno dando una mano. Naturalmente i consumatori hanno le loro preoccupazioni, perché sanno bene che c'è gran parte delle forze politiche dell'opposizione che non ha nessuna intenzione di portare avanti questo processo».

Da parte della maggioranza, ha assicurato Bersani, c'è la garanzia «di metterci tutto l'impegno e utilizzare tutti gli strumenti perchè questo processo vada avanti. Tornare indietro o ripiegare avrebbe delle conseguenze veramente drammatiche. Per una psicologia del cambiamento, che il paese deve assumere, questi sono solo i primi passi, noi dobbiamo assumere una psicologia più aperta ai cambiamenti. Siamo intenzionatissimi a portare in porto questa prima parte delle riforme», ha chiosato il ministro.

Il governo, dunque, andrà avanti. Stasera il decreto, a meno di improbabilissimi colpi di scena, passerà alla Camera. Dopodiché sarà la volta dell’esame del Senato, dove, si sa, la maggioranza ha numeri che non possono lasciare tranquilli. Anche tra i senatori dell’Unione regna comunque la convinzione che non ci si possa fermare proprio ora che è stato impresso il passo del cambiamento.

Anna Finocchiaro, capogruppo dell’Ulivo al Senato, è convinta della bontà del “pacchetto Bersani”. «La realtà – ha detto - è che si tratta di provvedimenti popolari, come l'abolizione della ricarica, il rimborso immediato delle assicurazioni, la possibilità di non pagare più l'estinzione dei mutui. Tutte cose che i cittadini hanno apprezzato grandemente».

Proprio per questo, ha aggiunto Finocchiaro «è inspiegabile l'ostruzionismo dell'opposizione anche di fronte a un atteggiamento colloquiale del governo. Insomma – ha concluso la presidente dei senatori ulivisti - prima creano le condizioni della fiducia e poi si lamentano. E' come la favoletta “superior stabat lupus”...».

Anche il neosenatore di maggioranza Marco Follini, leader dell’Italia di Mezzo, si è detto allibito dall’atteggiamento dell’opposizione. «E’ paradossale il fatto che il centrodestra produca questa situazione su di un tema, le liberalizzazioni, che dovrebbe essere tipicamente suo».




permalink | inviato da il 23/3/2007 alle 16:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

14 febbraio 2007

Liberalizzazioni, dal 5 marzo non si paga più il costo delle ricariche

Alla prima prova parlamentare, infatti, lo stop ai costi fissi per le ricariche dei cellulari viene esteso anche alle schede pre-pagate per servizi televisivi e internet. Nessuna marcia indietro poi sui tempi: gli operatori della telefonia mobile dovranno mettersi in regola entro il 5 marzo. Sono le principali novità nel pacchetto di emendamenti al decreto sulle liberalizzazioni all'esame della commissione Attività produttive della Camera e che oggi ha ricevuto anche i complimenti dell'Ocse.




permalink | inviato da il 14/2/2007 alle 11:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

9 febbraio 2007

DICO

UN'ALTRA RIFORMA CHE CAMBIA L'ITALIA




permalink | inviato da il 9/2/2007 alle 10:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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